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    May 28

    IRRIDUCIBILI

    La nostra avventura ha inizio intorno alla metà degli anni '80 quando l'Italia ultras attraversava un periodo transitorio, si avvertiva uno strano fermento; un po' in tutte le curve italiane sorgeranno gruppi minori che tentaranno di recuperare una " mentalità ultras" tradita da tempo dai gruppi maggiori, quelli storici nati 10-15 anni prima e che in molti casi sembrano avere esaurito la loro vitalità iniziale.
    IRRIDUCIBILI sarà, tra tutti questi tentativi, senza dubbio quello più riuscito.Il gruppo fa il suo esordio all'Olimpico il 18 ottobre 1987 primo in uno squallido Lazio-Padova di serie B (1-1 per la cronaca), e va ad occupare una postazione celebre il mitico "muretto centrale" occupato, fino ad allora, dai Viking.Vengono richiamati su quel muretto molte persone che negli anni precedenti si sono impegnate per la Curva Nord, il gruppo, inizialmente, presenta un colpo d'occhio particolare: elevata l'età media, pochissimi ragazzi. Il nome è senz'altro originale, ma in concreto cosa significa? IRRIDUCIBILI esprime la volontà di non piegarsi a nessun compromesso con le varie componenti che ruotavano e ruotano, intorno alla S.S. Lazio ed in particolare con le "famigerate" tv private ed i Lazio Club.

    C'è la volontà precisa di riaffermare un tifo ultras spontaneo, senza settarismi e moralismi, contro l'appiattimento che, secondo molti, gli Eagles Supporters (idolatrati da tutto l'ambiente Lazio) hanno creato, spaccando la curva in una sorta di figli e figliastri.
    Non a caso verrà scelto il treno come mezzo per le trasferte, in contrapposizione al "pullman degli Eagles", e proprio i ragazzi che sono soliti viaggiare in treno sono i primi nuovi acquisti; molti di loro si attaccheranno in maniera viscerale al gruppo, che ha rappresentato una sorta di rivincita nei confronti di chi li considerava una specie di "dannati" della Curva Nord, insomma il tentativo è quello di costruire un gruppo che si ispiri agli anni '70, richiamando sul muretto coloro che li hanno vissuti e cercando di conquistare le nuove leve, che rispondono inizialmente con curiosità e poi con sempre maggiore entusiasmo.
    Non c'è ancora il celebre "Mr. Enrich" debutterà di li a poco su un adesivo, il nostro omino in bombetta che scalcia furioso, tratto da un personaggio anticonformista del fumetto britannico.
    L'inizio non è stato dei più brillanti con il senno del poi possiamo sicuramente affermare che in pochi riuscirono a percepire cosa stava nascendo realmente, poco dopo però le cose cominciano a cambiare a prendere una nuova strada ed arriva il primo spettacolo qualche bandierina di stoffa con degli scacchi verniciati copra la scritta Irriducibili
    .

    Forse non era un granchè ma per la Curva di quei tempi, abituata alle coreografie delle grandi occasioni, era abbastanza per darsi di gomito e guardare verso il nostro settore. "Che cosa faranno oggi gli Irriducibili ?" questa era la domanda che la Nord si faceva ogni domenica, un segno evidente di una piacevole abitudine. L'originalità fu il nostro marchio ma alcune volte abbiamo bruciate le tappe troppo in fretta, cercammo di dare colore alla Curva per andare al di là del tradizionale bianco celeste, preparammo delle bandierine multicolor (alcune fosforescenti) …ma forse stavamo esagerando e facemmo dietrofront.
    Quello che va sottolineato è lo striscione di soli 10 metri, a confronto con quelli lunghissimi in uso ovunque davanti a gruppi fantasma.Nessuna sezione, nessun gruppo affiliato: Irriducibili è unico e rappresenta tutti coloro che si mettono sopra il nostro muretto, anche questo ci differenziò dagli Eagles!
    Dicevamo prima delle trasferte: 6 dicembre
    1987 tutti a Genova tutti in pullman, Irriducibili in treno. Alla stazione di Genova scendono circa 800 Laziali, la testa del corteo è assunta decisamente da noi, un nuovo modo di presentarsi ai tifosi avversari tutti uniti compatti in corteo fino allo stadio.
    Con il nuovo anno si va a Brescia: noi in treno gli altri in pullman, diventerà una costante per molto tempo, adesso tutti i Laziali sanno che dovunque si vada c'è sempre un treno bianco celeste con Mr. Enrich alla testa pronto a partire.Prima giornata di ritorno: S. Benedetto del Tronto solita storia, il treno arriva alla stazione tutti uniti in corteo con lo striscione Irriducibili ben aperto in testa, cose mai viste! Tutta la giornata sarà caratterizzata da scontri violenti con la polizia e gli "indigeni" ; ne parleranno diffusamente sia i media locali e "la Repubblica" nel suo inserto settimanale "il Venerdì" pubblicando una foto del corteo, un'immagine simbolo di quegli anni, tanto che ancora oggi la sua riproduzione stile murales campeggia sulle pareti della sede di via Bossi.
    Prima ancora de "la Repubblica" tutti gli altri quotidiani si scatenano creando il nuovo mostro capace di sovvertire l'ordine costituito, i nuovi barbari, "cani sciolti" e chi più ne ha più ne metta; anche le TV locali si scatenano contro di noi favorendo trasversalmente gli Eagles Supporters ma la nostra replica non si fa attendere.
    Lazio-Messina comincia la partita alziamo uno striscione: "NON SIAMO CANI PERCHE' SENZA PADRONI, NON SIAMO SCIOLTI IRRIDUCIBILI CI UNISCE" , un messaggio che non lascia motivo di replica. Bologna - Lazio, si parte di sabato sera appuntamento alla stazione Termini, ormai una tappa fissa nelle giornate di trasferta, siamo in tanti e si arriva come al solito in corteo, una giornata abbastanza movimentata.

    Le trasferte e le partite in casa sono organizzate nei minimi particolari, ci si riunisce in una bisca del quartiere Monteverde, e proprio in una di queste riunioni che fa la sua comparsa la prima sciarpa: in lana modello "popular" tratta rigorosamente dalla tradizione britannica, con una toppa cucita sul fondo, una novità assoluta che detterà la moda degli anni successivi non solo della tifoseria laziale.
    In Curva c'è sempre qualche screzio con gli Eagles, questione di mentalità, la tensione sale visto anche il passaggio di alcuni di loro nelle nostre file.
    Lazio - Barletta, mettiamo lo striscione al nostro solito posto, occhiate cattive con i ragazzi degli Eagles, si passa subito dagli sguardi alle vie di fatto, scoppia la rissa , qualche ferito niente di grave ma interviene la polizia, la figura di fronte all'intero stadio e pessima ma non fondamentalmente ce ne freghiamo!
    I soliti sciacalli della carta stampata e delle TV private ci danno addosso, ma noi restiamo compatti come sempre: 100 in casa , 90 in trasferta è la nostra forza e lo resterà sempre specialmente nei momenti difficili.
    Catanzaro - Lazio Monelli pareggia al '92 finisce la partita e salutiamo i ragazzi con lo striscione in mano, mister Fascetti ci ammira e ci ringrazirà pubblicamente, uomini di altri tempi! Lazio - Brescia è il nostro momento prepariamo il primo spettacolo esteso a tutta la Curva, poi Parma con relativa invasione, arriva il Taranto all'Olimpico ed in uno stadio ancora in costruzione conquistiamo la serie A festeggiando con qualche salutare bagno nelle fontane Capitoline con relativo corteo non autorizzato caricato dalla polizia, per la Lazio questo ed altro. Nell'estate che precede l'inizio del campionato viene esonerato Mr. Fascetti contestiamo il presidente Calleri e la sua gestione sia durante il ritiro di Serramazzoni che durante il campionato, nel frattempo subiamo in pochi giorni 3 schedature da parte della polizia, Milano Napoli da dove veniamo rispediti a Roma senza poter vedere la partita, e Italia-Olanda, dove pur giocando all'Olimpico ci fanno uscire dopo gli Olandesi! Forse c'era lo zampino di Calleri ? chi lo sa. Intanto arriva qualche buona novità: arrivano i tamburi a Lazio - Verona , ma avranno vita molto breve, a Lazio - Ascoli esce "Mr. Enrich" giornale fotocopiato distribuito gratuitamente che diventa punto di contatto con tutta la Curva.
    Per il derby del 15 gennaio decidiamo di tifare insieme agli Eagles nella parte inferiore della Nord dividendoci i compiti lasciando agli Eagles lo spettacolo d'ingresso e noi quello del secondo: prepariamo 8 grandi stendardi con il simbolo della S.S. Lazio ed altrettanti con i monumenti di Roma, ma la polizia ci ha rovinato tutto creando inspiegabili difficoltà e sequestrandoci gran parte del materiale, ma qualche stendardo riesce ad entrare (di forza). Segna Di Canio regalandoci la vittoria.

    La gestione del presidente Calleri non mantiene le promesse estive ed arriviamo al derby di ritorno con la squadra che lotta nella parte bassa della classifica, insistiamo nuovamente sul concetto di romanità e proponiamo diversi stendardi con delle frasi tratte dalle poesie di Trilussa ed uno che diceva "IRRIDUCIBILI è poesia".Nella corsa salvezza ci aspetta la Juventus a Torino, Calleri offre i pullman gratis per i tifosi ma noi rifiutiamo e siamo gli unici a pagare! Ci salveremo grazie al pareggio di Ascoli.
    1989/90 l'Olimpico si prepara per i Mondiali e disputeremo tutto il campionato allo Stadio Flaminio noi protestiamo innalzando uno striscione a denuncia di questo spreco di denaro inutile, ma questo non sarà il solo "regalo" di Montezemolo & Co., ben presto arriveranno le diffide che limiteranno la libertà personale di molti di noi, dando potere alla polizia allontanare da qualunque evento sportivo chi, secondo il loro giudizio, sia pericoloso per l'ordine pubblico. Il muretto del Flaminio che ci ha ospitato per questo campionato ha favorito la compattezza del gruppo, arrivano i cappelli in lana che saranno copiati, come al solito, da molti gruppi. Lazio - Atalanta, precede il derby di andata, la polizia entra in curva proprio sotto il nostro muretto scoppiano gravi incidenti con la celere, la stessa cosa accadrà durante il derby di ritorno.L'aria di quel Roma - Lazio, che ci vede rilegati in uno spicchio di tribuna, è particolare: esponiamo uno striscione anti - repressione "Dio salvi gli Ultras". Al ritorno la nostra coreografia è piuttosto significativa: copriamo la Curva con dei cartoncini per formare una grande bandiera "popular", sopra 11 bandiere con undici numeri stampati sopra ed uno striscione che diceva "NON 11 NUMERI MA 11 BANDIERE".
    A Lecce ancora diverbi con gli Eagles, Lazio - Verona della domenica successiva sarà la resa dei conti con sei diffidati tra Irriducibili ed Eagles e qualche contuso.
    L'anno dopo finisce l'esilio del Flaminio e si torna in un'Olimpico orrendo ed irriconoscibile, tutti si accorgeranno che la Nord è muta, un solo striscione sulla balaustra "12° in campo? Solo quando lo vogliamo noi! " firmato Eagles ed Irriducibili, sarà la nostra risposta alle diffide che hanno colpito i due gruppi e ci seguirà in tutta Italia. Il campionato prosegue senza il nostro incitamento, ci saranno molte polemiche tra i due gruppi ed il resto della Curva che vuole incitare la squadra. La Lazio non va bene ed i giornali ci accusano di scarso attaccamento alla squadra, incredibile!
    Il nostro gesto estremo è rivolto a dimostrare a tutto lo stadio che Irriducibili è amicizia prima di ogni altra cosa, è un qualcosa che va oltre la Lazio, che tifare non è obbligatorio e non è un lavoro, ci sono altri valori che devono sovrastare qualsiasi interesse calcistico, decidiamo comunque di limitare il nostro dissenso ai soli primi 45' per tutto il campionato: nessun'altra tifoseria ha mai fatto altrettanto.

    Rinunciamo anche alla coreografia del derby esponendo uno striscione che racchiude il nostro pensiero: "LO SPETTACOLO COLORA LA CURVA, LA SOLIDARIETA' LA RENDE GRANDE" indimenticabile.
    Stagione 95/96
    Dopo la vittoriosa contestazione per impedire la partenza di Beppe Signori il campionato riparte all'insegna del bomber! E' l'anno che ci consacra (se mai se ne fosse stato bisogno) come la Curva più fantasiosa d'Italia capace di coreografie mai viste prima in nessuno stadio. Dalle migliaia di guanti Biancoblu' distribuiti prima di Lazio Juve, all'Ave Lazio di Lazio Milan, all'immenso gagliardetto di Roma Lazio fino alla spettacolare coreografia del derby di ritorno, rappresentante l'unica dimensione forse in grado di contenerci..quella spaziale!
    Il campionato ci regala un posto Uefa conquistato grazie ad un gran finale. Zeman viene confermato.La stagione successiva 1996/97 vede la partenza di Boksic, Winter e Di Matteo e arrivano Nedved, Protti ed Okon.
    Signori diventa Capitano e, dopo una contestazione a Reggio Emilia ed una serie di risultati negativi, Zeman viene esonerato. Al suo posto torna Zoff che traghetta la Lazio in zona Uefa.
    Il Gruppo ovviamente non dorme sugli allori della stagione precedente, festeggiamo il 100° gol di Signori esponendo in Curva Nord 100 foto del Capitano.
    Nel derby d'andata i giocatori vengono accolti da un ruggente Mr Enrich che copre la Curva ed una gigantesca scritta SS LAZIO composta da grossi palloncini celesti.
    Il derby di ritorno non vede coreografie per protesta contro le continue misure coercitive che colpiscono l'ambiente Ultras…ma solo una scritta "Noi Oltre"!
    Il 14 novembre '96 a Napoli in Coppa Italia l'ennesima dimostrazione di prepotenza da parte della P.S. che attua un controllo capillare dei ragazzi del pullman quasi fossero dei feroci criminali. Qualcuno viene definito dalla Polizia come "diffidato" e viene accompagnato in questura per tutta la durata dell'incontro.
    L'estate vede il lungo tormentone Ronaldo ed un ottimo momento nei rapporti Irriducibili -Presidente.
    La stagione 97/98 vede il ritorna di Boksic e l'arrivo di Pancaro, Jugovic e Mancini.
    Cragnotti ed un gruppo d'Irriducibili s'incontrano casualmente al mare ed il Presidente l'invita sulla sua barca.
    E' il decimo anno di vita del gruppo e verrà festeggiato nel migliore dei modi.
    La squadra si comporta bene su tutti e tre i fronti: strapazza il Vitoria Guimaraes a casa sua (4 a 0), ma cosa più importante è l'anno dell'umiliazione per i dirimpettai della Curva sud.
    Nell'arco di un anno giochiamo 4 derby e battiamo la Roma 4 volte su 4, mai successo, è record per la stracittadina.
    La Nord non è da meno e si presenta con 4 coreografie inegualiabili: si comincia con una gigantesca l'Aquila imperiale con uno striscione che recita "Osare Credere Spavaldi di essere…",il simbolo della SS Lazio e lo striscione NOBILTA' ULTRAS DA SEMPRE, il pallone a tutta Curva con l'invito a "rifasse l'occhi"…e per finire lo striscione "NOI PIU' FORTI DELL'INDIFFERENZA" per protestare contro le oramai costanti diffide. A Napoli il solito agguato dei tifosi in uniforme. Dopo una serie di cariche ingiustificate dentro lo stadio ed un notevole corredo di feriti la polizia napoletana fa fermare il treno speciale che stava tornando a Roma e, da mezzanotte alle due, colpisce sistematicamente e violentemente tutti i componenti del convoglio (compresi i ragazzini). Si apre un inchiesta che ovviamente cadrà nel dimenticatoio…Non si può chiedere giustizia a chi viene difeso da chi dovrebbe condannare!
    Prima di Lazio Juve una grande corona accoglie "Sua Maestà La Lazio", la Juve è battuta e ci accingiamo a disputare la finale di Coppa Italia contro il Milan.
    All'andata a San Siro perdiamo per 1-0 con gol allo siglato a fine gara, sugli spalti alla fine del primo tempo si scatena una furiosa carica da parte dei tifosi laziali nei confronti della Polizia.
    Due settimane dopo si gioca all'Olimpico LA Nord accoglie i suoi gladiatori con uno stendardo " Lazio Patria Nostra" contornato da cartoncini tricolore, dopo una furiosa rimonta e gol allo scadere di Nesta la Lazio vince la sua seconda Coppa Italia.
    In finale di Coppa Uefa a Parigi grandissima prova di civiltà dei tifosi laziali che ci vale il riconoscimento Fair Play visto anche il gemellaggio che ci lega ai tifosi interisti.

    E' l'anno dell'addio dell'indimenticato Capitano. Il suo esordio con la maglia Doriana viene accompagnato da una delegazione Irriducibili a Marassi che espongono lo stendardo con Signori incoronato.
    Nell'estate del 1998 arrivano Salas Vieri Conceicao e Mihajlovic. Ad agosto a Torino vinciamo la Supercoppa in un tripudio di bandiere biancocelesti.
    La Lazio è falcidiata dagli infortuni (su tutti Nesta e Vieri) ma nonostante tutto tiene il campo e non cede! Usciamo dalla Coppa Italia grazie ad un Gol dell'arbitro ma vinciamo la Coppa delle Coppe e veniamo letteralmente scippati dello scudetto!
    Il gruppo sembra trarre sempre nuove ed intatte energie dai suoi successi….Apriamo con un Poker Servito al primo derby, proseguiamo con un commovente ricordo delle vittime del Portuense, arriviamo al secondo derby con un immenso castello (UN REGNO DA DIFENDERE UN IMPERO DA CONQUISTARE!), passiamo per lazio Juve con un gigantesca scritta Lazio immersa in un mare bianco, fatta con i fratini indossati dai tifosi e per finire la bandiera umana creata al Villa Park!

     

    Il campionato 1999/200 comincia con l'addio del mercenario Vieri una delle tante squallide figure del mondo del calcio.
    Anno intenso questo….A Montecarlo (in Supercoppa europea) uno striscione indica al presidente chi sia la Lazio…..NOI!
    Gli Irriducibili iniziano una battaglia conto l'agenzia Francorosso che detiene il monopolio dei biglietti per le trasferte europee che ha il suo apoce durante la presentazione della squadra conto il River Plate ("Noi non siamo pomodori!").
    Irriducibili e Lazio Club uniti nel diritto di gridare Forza lazio!…Una riunione al "Summit" sancisce questo accordo…Gigi Martini viene nominato dalla società come tramite con noi…A Lazio Torino non si tifa per 15 minuti.
    Prima di Udinese Lazio la questione si risolve aprendo finalmente ai tifosi la possibilità di scegliere il modo in cui seguire la Lazio in Europa.
    Lazio Lecce: gli striscioni "UN PRESIDENTE INIMITABILE, UNA TIFOSERIA INEGUAGLIABILE, UNA SQUADRA IMBATTIBILE..S.S. LAZIO, IL FUTURO CI APPARTIENE!" sanciscono la definitiva soluzione dei dissidi estivi con la dirigenza (e mai col Presidente). Nel derby d'andata fa la sua apparizione il logo del Centenario….mentre nel secondo una Curva tricolore ribadisce chi sia l'unica depositaria dell'orgoglio italiano!

     

    Arriva finalmente quel 9 Gennaio 2000, un'attesa fatta di preparativi, notti di lavoro e vacanze natalizie passate a dipingere immensi teloni per la grande festa dei 100 anni della Lazio creando un vero è proprio museo allo Stadio Olimpico, con le effigi di Bigiarelli, Piola, Maestrelli, Chinaglia, Fascetti e Signori e tutti gli altri personaggi che hanno fatto la storia della nostra grande Lazio. Il campionato prosegue, uno striscione per Arkan, amico del nostro Mihajlovic morto assassinato in Jugoslavia, scatena polemiche come sempre orchestrate ad arte dai media e dai politici. Vogliono interpretarlo come un tributo al comandante serbo che ha partecipato attivamente agli interminabili conflitti in quelle terre…ma non è così! Risultato: interpellanze parlamentari, ministri scesi in campo per criminalizzare il mondo ultras, stadio blindato con carabinieri e polizia che occupano anche i posti degli abbonati…La situazione è insostenibile e dopo un Lazio Udinese esplode. In seguito a qualche lancio di bottiglie di plastica vuote i carabinieri caricano i tifosi in uscita dallo stadio, coinvolgendo anziani e bambini, diversi dei quali lasceranno l'Olimpico in ambulanza. Il gruppo vigila per ore sulle macchie di sangue sull'asfalto di fronte alla Nord aspettando l'arrivo dei giornalisti, nonostante le ripetute minacce di schedatura fatte dalla polizia. I giornalisti arriveranno, raccoglieranno testimonianze, ma poi riporteranno il solito comunicato guardie=buoni tifosi= cattivi! Da quel momento la polizia abbandona gli spalti….segno di coscienza sporca. Andiamo a Firenze per una partita per noi importantissima per le sorti del campionato.
    Un treno speciale parte da Roma, la polizia fa di tutto per cercare di far partire meno gente possibile, tentativo fallito, partiamo in molti.
    Si arriva a Campo di Marte dove ci accoglie uno schieramento di celerini mai visto che durante il percorso fino allo stadio ci insultano e ci minacciano, davanti al Franchi scoppiano gravi incidenti tra Laziali e polizia che provocano diversi feriti.
    Nel frattempo un gruppo di 15 giovanotti della vecchia guardia cercano di incontrarsi con i tifosi viola ma i circa 150 ragazzotti del C.A.V. dopo un breve corpo a corpo preferiscono la fuga, che delusione!!
    La partita si conclude sul 3 a 3 si rientra a Roma e proprio alla stazione la polizia si vendica non si sa di cosa e ci carica violentemente provocando gravi feriti.
    I soliti pennivendoli della carta stampata copiando una velina della questura danno la colpa ai tifosi, ma lo sappiamo benissimo che lo schiavo deve sempre dire si al suo padrone e per questo motivo li perdoniamo!
    Le battute conclusive del campionato stanno per riproporci la vergogna dell'anno precedente…Un gol validissimo viene annullato al Parma e la Juve può continuare ad avere i due punti di distacco da noi…con una giornata alla fine.

    La gente non ci sta, e non gliene frega niente delle chiacchiere. Il giovedi successivo centinaia di Laziali gridano la loro rabbia di fronte alla sede della F.I.G.C. con uno striscione "SPAREGGIO O GUERRA!" Un lancio di uova è il pretesto per la carica da parte della polizia che coinvolge come al solito degli innocenti (tra i quali un giornalista), Scatta la rivolta: Traffico bloccato, cassonetti bruciati in mezzo alla strada, lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo che colpiscono alla gamba un rappresentante della Vecchia Guardia…Dopo circa tre ore torna la calma ma il nostro segnale è chiaro: "Non provateci!"
    Cragnotti si schiera apertamente con i tifosi e condanna la Polizia.
    Il Tg5 apre per due volte il telegiornale della sera con gli Irriducibili in primo piano. La scelta immediata e rabbiosa di bloccare il Giro d'Italia cede il posto al buon senso e si deciderà per uno striscione di protesta ben visibile a tutti.
    La mattina prima di Lazio Reggina un corteo funebre, organizzato dal Gruppo, decreta la morte del calcio. Un alluvione a Perugia fornisce in extremis una sorta di riscatto divino ai nostri colori che vedono arrivare la vittoria del campionato ben 45 minuti dopo la fine della nostra partita!
    Il calcio resta defunto…ma siamo stati più forti di qualunque cosa si sia frapposta tra noi e la vittoria!

     

    May 25

    i vesuviani

    "I VESUVIANI"

    Abitanti di un pianeta strano,per certi aspetti ancora incomprensibile,nati sicuramente in un epoca molto piu recente alla nostra.Capita di incontrarli un paio di volte l'anno, anche se durante il giorno se ne possono avvistare in giro..Li riconosci perchè spesso indossano una sciarpa giallo ocra e rosso pompeiano,anche quando fa' molto caldo (Forse per abbinarla al bruco in macchina..)..
    Ma la cosa che piu' non riesco a capire è come sia stato possibile in una Citta' come LA NOSTRA,magari delle nostre stesse famiglie, che esseri del genere si siano moltiplicati,nonostante noi ci fossimo da sempre comportati in modo diverso!
    Non siamo mai riusciti a capire,come si siano formati,anche se molti affermano da un'incrocio..
    Recentemente alcuni studi indietro nel tempo hanno appurato una forma congenita di ostentamento forzato, (O per meglio dire coattagine), CON CONTINUA ALTERNANZA DI ESALTAZIONE PRECOCE, CON FESTEGGIAMENTI ANTICIPATI ED ABBATTIMENTO IMPROVVISO CON SINDROME DEL PIAGNONE ABBINATA!!
    NONOSTANTE IL LORO CONTINUO BATTERE RECORD,LA NATURA NON RIESCE ANCORA A DARE SPIEGAZIONE SUL FATTO CHE NON HANNO MAI OTTENUTO NIENTE,MA LA LORO VISIONE DISTORTA DELLA REALTA' LI PORTA A CREDERE A TUTTO QUELLO CHE GLI DICONO,PER POI RINNEGARLO ALLE PRIME LUCI DEL SOLE!!
    Spesso nei momenti piu' difficili della mia vita avrei voluto esser solo,senza di loro..Ma il corso della natura non deve essere cambiato e se il destino è stato piu' benevolo con noi,non mi sembra giusto farglielo pensare piu' di quello che la realta' stessa fa'!
    Continueremo ad incontrarli
    ..sempre piu' felici di essere di un altro pianeta!!!!!

    May 18

    roma siamo noi

    R O M A S I A M O N O I :
    Voi penserete che siano le solite menate faziose o i soliti tentativi di ritirarsi su dopo un'annata balorda come quella attuale, ma io vi garantisco che invece sono considerazioni fatte a mente fredda e con la massima serenità possibile. Ma dai, rifletteteci, la diversità parte dalla natura delle simbologie identificanti le due squadre: l’Aquila, fiera, solitaria, nobile, inarrivabile dominatrice dei cieli, che regna dall’alto e che da lì tutto controlla, contro il lupo, subdolo, che si muove solo in branco, spesso sfruttando l’oscurità della notte per scagliarsi contro le sue prede e che nulla domina, se non il proprio infinitesimale lembo di terra. L’Aquila ha inoltre la caratteristica di essere stata, insieme al Leone, la prima effigie dell’Impero Romano, al contrario di quanto sostenuto da molte leggende metropolitane, ad arte create, che vogliono la lupa (ma non il lupetto, attenzione) come simbolo della romanità.
    La simbologia, dunque, come primo elemento distintivo fra 2 popoli diversi, ma a seguirla anche molte altre discriminanti, come ad esempio le origini societarie, poichè la S.S. Lazio nacque il 9 gennaio 1900, per opera di volenterosi uomini, amanti dello spirito sportivo, che vollero così dare un nome alla propria voglia di sport ed alla loro fratellanza, mentre l’a.s. roma (merda, scusate, un riflesso condizionato....) nacque nel 1927, per volere del regime fascista (tanto è vero che il nome ROMA non fu affatto scelto, quanto assegnato per decreto ministeriale del P.N.F., il Partito NazionalFascista), dall’incrocio di 3 squadre, che da sole non erano in grado di reggere il confronto con la rivale cittadina e con le squadre del Nord Italia. In quel periodo la città di Roma era, per volere del regime fascista, una città in preda ad un’esasperata politica di accrescimento demografico, con relativa immigrazione di abitanti del meridione, che trovarono spesso accoglienza nelle borgate ma anche in rioni da sempre impregnati di quella VERA Romanità, che vide così imbastardito il proprio patrimonio genetico/culturale. Breve inciso sull’origine del nome LAZIO:
    LAZIO. Il nome ricorda ovviamente l'antico Latium, terra della Gens Latina, i nostri antenati, coloro che solo dopo molto tempo di stazionamento nella loro terra hanno fondato Roma e hanno popolato poi l'Italia. Latium. Ci sono due ipotesi per spiegare l'etimologia di questa parola: 1) dalla voce indoeuropea: *(P)LATUS = 'pianeggiante'; 2) dal latino LATERE, 'nascondersi' (da cui l'italiano latente e latitante): secondo la leggenda si nascondeva nel Lazio il dio Plutone dopo essere stato spodestato dai suoi figli... e qui trovava il più dolce dei ripari. Latium: terra di Enea, eroe profugo, novello Ulisse che qui ricostruisce la sua vita e la sua civiltà distrutte. Latium: la terra dell'Eneide, la terra di chi ricostruisce ciò che è distrutto dopo mille peripezie. LAZIO: la squadra di chi, come Enea, per vincere deve soffrire mille volte più degli altri, ma quando vince gode diecimila volte più degli altri, la squadra per chi ha le palle anche per vedersi sprofondare e ricominciare per una perversa sorte assegnataci dal destino.
    Detto ciò bisognerebbe passare ad analizzare la differenza della passione con la quale le 2 squadre sono e sono state seguite negli anni: attualmente i sostenitori della a.s. roma (merda.....aoh, non ci posso fare niente, è più forte di me....) si vantano di essere numericamente dominanti, diciamo nella proporzione di 8:2, e, sebbene con proporzione inferiore, questo è senza dubbio una verità inconfutabile, ma dalla quale va certamente scissa qualsiasi valutazione qualitativa. Il bambino Laziale, è infatti spesso in netta minoranza numerica fino dalle elementari, ed è costretto a subire le angherie e le prese in giro di tutti i suoi compagni, che, forti della propria superiorità numerica cercano inutilmente di farlo pentire della propria scelta. Purtroppo per loro, però, Laziali non lo si diventa, lo si nasce, la Lazio non sarà mai una moda, ma rimarrà per sempre una passione, nobile e per i soli che nonostante tutto hanno il coraggio di lottare per le proprie idee e le proprie passioni. Il Laziale è spesso solitario nella sua fede, quindi, salvo incontrare lungo il proprio cammino qualche altro aquilotto che condivida la sua “diversità”, con il quale instaura un forte legame che spesso si traduce in indissolubili amicizie, al contrario del romanista, il quale si sente protetto dal branco, e vede nella “comitiva” la propria unica fonte di contatto sociale. L’attuale gioventù Laziale, è stata inoltre provata dalle situazioni, spesso drammatiche, in cui la S.S. Lazio si è trovata negli anni ’80, con lo scudetto giallorosso e le ormai celebri disavventure societarie della propria squadra del cuore. Tutto questo si traduce chiaramente in un attaccamento molto più radicato verso di essa, e in una costanza numerica del seguito biancoazzurro, che va oltre i semplici risultati sportivi. Caratterialmente il Laziale è una persona piuttosto spavalda, è orgoglioso, originale, e tende a seguire coerentemente una propria linea di pensiero, sia in ambito sportivo, che in ambito sociale, mentre il romanista è piuttosto caciarone, folkloristico nell’espressione dei propri stati d’animo, ai limiti della macchietta, tende ad inclinarsi verso ciò che gli fa più comodo ed a rifugiarsi nel gruppo, visto il senso di protezione che questo gli da.
    L’esempio più eclatante di queste diversità lo si è avuto in occasione dei festeggiamenti per lo scudetto romanista, avvenuti la scorsa estate: l’anno precedente, quando lo scudetto fu vinto dalla Lazio, ci fu una festa spontanea, la sera stessa dello scudetto, al Circo Massimo, alla quale presero parte circa 350.000 persone, e che lasciò comunque la città come l’aveva trovata, così come essa venne rispettata nei mesi a seguire. Roma fu insomma ACCAREZZATA dalla gente laziale, che ebbe rispetto per quella che da sempre è casa propria. Nel giugno scorso invece, circa una settimana DOPO la conquista dello scudetto, e quindi con un’organizzazione alle spalle, venne organizzata una festa per lo scudetto giallorosso, alla quale, secondo stime attendibili, pare abbia preso parte circa un milione di persone. La festa consistette nel concerto di un noto cantautore (di Campobasso), palesemente alla ricerca di un modo per rilanciare la propria declinante carriera, nello spogliarello di una giunonica attrice (così dicono....) di Fiano Romano, nota soprattutto per aver cambiato fede calcistica per motivi “professionali”, e nella passeggiata sul palco di un nano di Visso con tanto di cappello da giullare, di un romano di Porta Metronia con evidenti problemi culturali, di un napoletano, di un franco-algerino e di un capellone francese. Ora, se ci si fosse limitati a questo, nulla di male, ci sarebbe stato da vergognarsi, ma nulla di male, solo che purtroppo, a corollario di questa “festa”, si è assistito a scene vergognose, tipo il deturpamento dei Fori Imperiali, le scritte su monumenti e la trasformazione della città in quello che sembrava essere un Circo, con stracci appesi ovunque, scritte sui muri, macchine dipinte a mano e imbottite di qualsiasi animale di peluche avesse i colori “piscio-ruggine”; la città è stata, in poche parole, SCHIAFFEGGIATA. E proprio uno di questi animali è balzato agli onori delle cronache per essere divenuto l’emblema del moderno “essere della roma”: IL BRUCO, se ne vedono ormai di tutti i tipi e di tutte le grandezze. La cosa che più fa pensare è però che qualsiasi persona prima si disinteressasse di calcio si è trovata a “scoprire” di essere della roma, e fanno ormai la fila i vip per farsi fotografare allo stadio, dimostrando in questo modo la natura del tifo giallorosso: MODA,concetto non valido certamente per tutti, ma per la maggioranza dei tifosi romanisti attuali. A tali considerazioni sembra dare ragione il fatto che, in fatto di spettatori paganti e di abbonati, Lazio e Roma non siano poi così distanti, specie se si considerano i differenti prezzi e la proporzione prima citata in cui le tifoserie si trovano nella città. Ad esempio, se consideriamo la proporzione di 8:2, e se consideriamo che la Lazio ha circa 30.000 abbonati e 40.000 spettatori totali a partita, la roma dovrebbe dunque avere120 mila abbonati e 160.000 spettatori a partita, mentre ha 50.000 abbonati e 62.000 spettatori di media.......il che la dice tutta sulla diversità dei due modi di vivere la propria passione e sulle diverse nature delle passioni stesse. Passiamo ora ad analizzare la storia recente delle due tifoserie organizzate, partendo, per non andare troppo oltre, dalla fine degli anni ’80, periodo in cui fanno la propria comparsa in Nord gli Irriducibili. Da sempre il tifo Laziale è stato unanimemente riconosciuto come uno tra i più estrosi e passionali dell’intero panorama Ultras italiano ed europeo, e così poteva dirsi di quello della roma negli anni ’80. Ad un certo punto però, mentre i Laziali avvertirono la necessità di un cambiamento radicale del modo di fare tifo, orientandosi verso lo stile inglese, fatto di cori incessanti, accompagnati dal solo uso ritmico del battito di mani, di sciarpe popular, di stendardi, di hats (il classico cappellino da baseball con la visiera), e di apertura alla lingua d’oltremanica, i romanisti decisero di rimanere ancorati ad abitudini e stili ormai logori e sorpassati, come l’uso dei tamburi e del termine “ULTRA’”, contrapposto al termine “ULTRAS” utilizzato in Curva Nord. Con il tempo, mentre la tifoseria Laziale si compattava intorno agli Irriducibili, dando vita a spettacoli coreografici multiformi, spettacolari e fantasiosi, ripresi anche da marche come la Coca Cola per i propri spot, la curva sud romanista viveva un momento di crisi con lo scioglimento del c.u.c.s. e lafondazione degli asr ultras, recentemente scioltisi a loro volta; questo momento, ancora in parte perdurante, ha prodotto una costante opera di emulazione, in tutto e per tutto, del modello introdotto dalla Curva Nord, sia in campo di impostazione concettuale, che di esecuzione del tifo, per finire con il materiale come sciarpe, hats e bandiere. Ne deriva dunque l’immagine di una Curva unita, compatta, animata da ideali e stili del tutto comuni, contro l’immagine di una curva in cui, malgrado gli sforzi di pochi volenterosi, a cui va comunque reso onore, vige una certa confusione, figlia di un vuoto di potere mai del tutto colmato, ed ora acuitosi. Sintomatiche le ultime “prestazioni” nei derbies delle 2 curve, con la sud quasi sempre incapace di proporre coreografie degne di tal nome. Mi rendo conto che tale ricostruzione possa essere piuttosto sommaria, ma purtroppo essa richiederebbe una trattazione ad hoc, per la quale non c’è spazio in questo momento.
    Ricapitolando le differenze emerse fino ad ora sono di natura caratteriale, genetica, storica, comportamentale, ma non abbiamo ancora analizzato, se non in maniera aleatoria, il carattere folkloristico delle 2 tifoserie:
    mentre il Laziale COMBATTE per i propri ideali ed i propri diritti (vedi cessione Signori e caos post juve-parma a via Allegri.....), il romanista tende a lasciarsi andare ad un PIANTO vittimistico, fatto di continue lamentele, di ipotesi di complotti sotterranei e di un uso dei media, da sempre filoromanisti, a scopo rafforzativo.
    I media, appunto, da sempre asserviti alla causa giallorossa, e da sempre quasi disturbati dalle vicende Laziali, spesso relegate in secondo ordine rispetto anche ad avvenimenti di dubbio interesse e spesso enfatizzate esclusivamente nel momento in cui esse divengano fonte di polemica o di disturbo dell’ambiente Lazio; un’opera di cesello, insomma, che il tifoso Laziale ha ultimamente però scoperto e che stà portando ad una sua crescente maturità e consapevolezza del dover cercare la Verità tramite le proprie esperienze ed il proprio intelletto.
    Le manifestazioni popolari sono poi un ulteriore elemento distintivo, poichè il Laziale predilige cortei, e le feste spontanee, immediate, mentre il romanista si lascia andare a manifestazioni dal dubbio gusto, spesso preventivamente organizzate, tipo spogliarelli in piazza, cortei presso monumenti con animali al seguito, addobbi simil partenopei di vie e piazze cittadine, e verniciatura selvaggia di muri, serrande, strade (con grosso pericolo in caso di pioggia) e, in alcuni vergognosi casi, di monumenti.
    Appare dunque evidente che, malgrado essi con spocchia ed arroganza affermino di essere i veri Romani, i romanisti non siano altro che un imbastardimento della vera Romanità: arrivarono in città dal meridione negli anni ’20, fondarono una squadra di calcio nel 1927, dalle ceneri di 3 squadre pre esistenti e per volere del regime fascista, hanno atteggiamenti e gusti tipici della napoletanità classica, non hanno rispetto per la Città che li ospita, non ne conoscono la storia ed anzi se ne creano una a proprio vantaggio, spacciandola poi per reale.
    Unite a tutto ciò il fatto che essi festeggino ogni volta in maniera spropositata, come fossero mossi dalla necessità di provare chissà cosa, evidentemente vittime di un complesso d’inferiorità, tanto latente, quanto vigoroso, e considerate come il loro numero sia lievitato in maniera spropositata SOLO ed esclusivamente in seguito al triste evento del giugno scorso, ed avrete ben chiara l’idea di chi realmente sia il tifoso romanista MEDIO. E’ dunque per tutta questa serie di motivi che noi Laziali non ci riteniamo paragonabili a loro, noi c’eravamo dall’inizio, noi conosciamo la nostra storia, le nostre origini, noi abbiamo combattuto, siamo caduti e ci siamo sempre orgogliosamente rialzati, sempre pugnaci, mai domi, con la dignità di chi lotta per un ideale e di chi segue sempre e comunque i propri principi, senza piegarsi a compromessi e senza mai indietreggiare, senza paura, con gli occhi dell’Aquila, a testa alta, nella gioia e nel dolore, oggi più di ieri e meno di domani, perchè NOI SIAMO I VERI EREDI DELLA ROMA IMPERIALE, noi siamo i depositari di quell’ardore, di quel coraggio e di quella superiorità che portarono i nostri antenati a dominare il mondo.
    Noi siamo la LAZIO, miei cari signori, perciò sebbene il risultato sportivo possa a volte non arriderci, a Roma siamo i PADRONI di casa, e per questo non chiamateci cugini, perchè, appunto, noi al massimo possiamo farvi da PADRONI
    May 16

    FINITA UN ALTRA STAGIONE

    è finita un altra stagione calcistica visto che domenica non andrò allo stadio rispettando la decisione della curva nord di non entrare per protestare contro l'attuale gestione della lazio, bè un pò mi dispiace ma è un gesto forte, un gesto fatto per amore perchè ora basta non possono prenderci per il culo cosi...... questa stagione non è andata per niente bene, salverei la bellissima notte del derby una notte di lacrime, di gioia di soddisfazione, una notte in cui ci siamo presi la capitale, la nostra città perchè gli altri sono soltanto ospiti..... domenica si deciderà lo scudetto sperando che venga vinto dall'inter anche se mi sta abbastanza ulle palle il signor materazzi..... e vabbè però andrà come andrà vinca il migliore.... il prossimo anno sarò di nuovo a sostenere la mia squadra sempre portando avanti l'idea che vado allo stadio per la lazio non per lotito perchè la lazio è un ideale da sostenere e portare avanti........ mo ve saluto che vado a magnà ce se becca ciao a tutti e AVANTI LAZIO
    DOMENICA ASSENTE PER AMORE................. TUTTO PER LA LAZIO NIENTE PER LOTITO
    May 15

    IL GUERRIERO E LA LUCE

    Il Guerriero della Luce


    Non accettare che gli altri ti impongano
    un'uguaglianza che non senti.
    Gli esseri umani non accettano le differenze
    quando vanno a loro discapito.
    Così essi dicono: "Non esistono i Maestri,
    ognuno è il Maestro di se stesso".
    E dicono questo perché
    non accettano di essere guidati
    da chi possiede maggior conoscenza di loro.
    Spesso incontrerai sul tuo cammino
    uomini che vorranno ridimensionarti
    e renderti uguale a loro,
    per farti rientrare nel gregge,
    per farti conformare alla media.
    Non accettare mai di conformarti.
    Non accettare mai un'eguaglianza
    che in cuor tuo non senti.





    La morte e il Guerriero:


    "Anche se ho passato tutto ciò che ho passato, non mi pento dei guai in cui mi sono messo; perché sono stati proprio quei guai a portarmi dove desideravo arrivare. Ora, ormai vicino alla morte, tutto ciò che possiedo è questa spada, e la consegno a tutti coloro che desiderano seguire la propria peregrinazione".





    "Porto via con me i segni e le cicatrici dei combattimenti che sono le testimonianze di ciò che ho vissuto e le ricompense di ciò che ho conquistato. Sono questi segni e queste cicatrici amate che mi apriranno le porte del Paradiso".


    "C’è stata un’epoca in cui ho vissuto ascoltando storie di coraggio. C’è stata un’epoca in cui ho vissuto solo perché dovevo vivere. Ma adesso vivo perché sono un guerriero e perché voglio ritrovarmi un giorno in compagnia di Colui per cui ho tanto lottato".

    May 12

    COMUNICATO CURVA NORD PER LAZIO-NAPOLI

    In occasione della partita LAZIO- Napoli del 18.05.2008, invitiamo i tifosi della LAZIO a non entrare allo stadio.
    Il nostro gesto ha lo scopo di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla situazione societaria della SS LAZIO 1900, da anni ostaggio si una gestione dittatoriale, che ha allontanato nel tempo LAZIALI che hanno fatto parte della nostra storia: Lovati, Pulici, Doriano Ruggero , Patarca, Di Canio.
    Unico risultato ottenuto una stagione fallimentare, causa la mancanza totale di un progetto credibile con conseguente allontanamento dei tifosi dallo stadio.
    Il perdurare del silenzio stampa ha confinato la LAZIO in una nicchia desolata, nell’anonimato più assoluto, ignorata da stampa e tv, nessun legame tra squadra e tifosi.
    Evidenziamo a chi ci gestisce, e che non ci rappresenta, che la SS LAZIO 1900, prima squadra della capitale, è patrimonio di chi la ama, dei suoi tifosi dunque, e che la nostra storia ci ha sempre visti protagonisti attivi.

    LA LAZIO E’ UN’IDEA, UN IDEALE, UN ESEMPIO, UNO STILE E UNA RAGIONE DI VITA!

    ASSENTI PER AMORE

    AVANTI LAZIO, AVANTI LAZIALI

    CURVA NORD e TRIBUNA TEVERE LAZIO
    May 11

    .........

     

    Da piu' di un anno e mezzo 4 PERSONE,
    4 CITTADINI, 4 UOMINI sono imprigionati
    senza aver ancora subito un regolare processo...
    hanno in mano tutta la documentazione quindi non esiste la possibilita', come la chiamano loro, di inquinare le prove, ma rimangono preventivamente dietro le sbarre.
    nel paese dove si uccide per 50 euro, dove si diventa famosi perche' assassini, dove si da' la possibilita' di prendere il sole ad un'assassino di 4 ragazzini, dobbiamo sopportare tutto questo.

    NON DIMENTICHIAMOLO MAI