simone's profileSIMONEPhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    April 30

    questa è giustizia??? bastardi assassini

    Uccisione Gabbo: Spaccarotella torna in servizio
    30.04.2008
    Luigi Spaccarotella, l’agente di Polizia che ha ucciso il tifoso della Lazio Gabriele Sandri sparando due Colpi di pistola all’Autogrill di Badia al Pino vicino ad Arezzo l’11 novembre scorso, ha ripreso servizio a Firenze.Dopo un lungo periodo di malattia, l’amministrazione della polizia di Stato ha deciso di trasferirlo alla Polfer di Santa Maria Novella, compartimento della Toscana . Lo scrive oggi “Il Giornale della Toscana”. L’assegnazione è stata ufficializzata la settimana scorsa, tanto che il giovane agente è già arrivato a Firenze. Di fatto Spaccarotella prenderà servizio tra una quindicina di giorni per questioni burocratiche. L’agente sarebbe stato piazzato alla “Coc”: centrale operativa compartimentale della Toscana. Si tratta di una struttura che si occupa di coordinare tutte le chiamate all’interno delle stazioni ferroviarie. Ma l’aspetto singolare è un altro: tra le tante altre mansioni, la “Coc” si occupa anche di tifosi. Infatti, se arriva un treno di Ultras diretti allo stadio, è sempre la centrale operativa a organizzare le scorte agli ultras. Intanto, il processo che vede imputato il poliziotto va avanti: è slittata al 25 settembre prossimo l’udienza preliminare. Il processo si terrà davanti al gup Simone Salcerini che deciderà se rinviare a Giudizio Spaccarotella davanti alla corte d’assise o avviare il rito abbreviato. La richiesta di rinvio a giudizio era stata presentata dal procuratore Di Cicco e dal pm Ledda ai primi di aprile. Per l’agente l’accusa è di omicidio volontario.
    April 24

    UFFFFF

    CHE PALLE MI SONO ROTTO DI TUTTO NON NE POSSO PIù DEVO STACCARE LA SPINA PER UN Pò DI TEMPO...... E MI POTRà ANCHE ARRESTARE MA LEI PER QUESTO SI DOVRà RICORDARE, IO TI DICO SOLO UNA COSA..... CONTRO DI VOI NESSUNA RESA....... A.C.A.B
    April 15

    80 anni......

    L'as trigoria compie 80 anni...

    80 anni di insuccessi
    80 anni di frustrazioni
    80 anni di invidie
    80 anni di pianti e vittimismi ingiustificati
    80 anni di finali europee perse in casa
    80 anni di presidenti incompetenti
    80 anni di "impicci nascosti" da politici potenti
    80 anni di romanità ostentata perchè falsa
    80 anni di collette al sistina
    80 anni di sputi e gesti antisportivi
    80 anni di proclami quasi mai rispettati
    80 anni di coreografie copiate
    80 anni di giocatori morti per doping e lasciati a cagliari...
    80 anni di bilanci truccati
    80 anni di passaporti falsificati
    80 anni di regole cambiate a campionato in corso
    80 anni di rolex regalati agli arbitri
    80 anni di scudetti vinti a pallamano
    80 anni di intercettazioni nascoste
    80 anni di speaker radiofonici che fanno terrorismo mediatico
    80 anni di giornalisti compiacenti
    80 anni... DI MERDA!!!

    MA CHE CAZZO C'AVRETE DA FESTEGGIA'???
    April 11

    A TE.....

    A te che sei l’unica al mondo
    L’unica ragione per arrivare fino in fondo
    Ad ogni mio respiro
    Quando ti guardo
    Dopo un giorno pieno di parole
    Senza che tu mi dica niente
    Tutto si fa chiaro
    A te che mi hai trovato
    All’ angolo coi pugni chiusi
    Con le mie spalle contro il muro
    Pronto a difendermi
    Con gli occhi bassi
    Stavo in fila
    Con i disillusi
    Tu mi hai raccolto come un gatto
    E mi hai portato con te
    A te io canto una canzone
    Perché non ho altro
    Niente di meglio da offrirti
    Di tutto quello che ho
    Prendi il mio tempo
    E la magia
    Che con un solo salto
    Ci fa volare dentro all’aria
    Come bollicine
    A te che sei
    Semplicemente sei
    Sostanza dei giorni miei
    Sostanza dei giorni miei
    A te che sei il mio grande amore
    Ed il mio amore grande
    A te che hai preso la mia vita
    E ne hai fatto molto di più
    A te che hai dato senso al tempo
    Senza misurarlo
    A te che sei il mio amore grande
    Ed il mio grande amore
    A te che io
    Ti ho visto piangere nella mia mano
    Fragile che potevo ucciderti
    Stringendoti un po’
    E poi ti ho visto
    Con la forza di un aeroplano
    Prendere in mano la tua vita
    E trascinarla in salvo
    A te che mi hai insegnato i sogni
    E l’arte dell’avventura
    A te che credi nel coraggio
    E anche nella paura
    A te che sei la miglior cosa
    Che mi sia successa
    A te che cambi tutti i giorni
    E resti sempre la stessa
    A te che sei
    Semplicemente sei
    Sostanza dei giorni miei
    Sostanza dei sogni miei
    A te che sei
    Essenzialmente sei
    Sostanza dei sogni miei
    Sostanza dei giorni miei
    A te che non ti piaci mai
    E sei una meraviglia
    Le forze della natura si concentrano in te
    Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
    Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
    A te che sei l’unica amica
    Che io posso avere
    L’unico amore che vorrei
    Se io non ti avessi con me
    a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,
    a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
    a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
    a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
    a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
    a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
    e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...
    April 10

    QUELLO CHE DICE IL RIOMMANISTA DOPO MANCHESTER

    De Rossi ha sbajato perchè er pallone era sgonfio,er Golle de Tevez nun era regolare perchè voleva simulà n'fallo e s'è Buttato pe pia n'rigore era simulazione,avemo perso perchè ce mancava Er Cappppittano,Tonetto è entrato troppo tardi,a Mancini je se levata a catena della biciletta non je riusciva nulla,Sul fallo da rigore c'era n'espulsione grossa come San pietro,col Manchester in 10 je ne facevamo 5,Ar Minuto de Silenzio avemo cantato perchè solo in quei 60 secondi ce potevano sentì,eravamo in 20mila,io avevo er panino c'ha Frittata e pe dolce un pezzo de Pastiera Napoletana,(sempre pe ricordamme da dove vengo e quali sono le mie Origini,mi madre e Mi padre sò de Secondigliano,ma io so Nato a Rioma)ma che ce frega anche se stamo sotto l'Intere avevo vinto lo stesso er campionato,Pure se semo usciti dalla Ciampionse Lighe er Prossimo anno Vincemo er Mondiale per Clubbe!!!
    Dajje Riommma Dajje

    April 09

    POESIA DEDICATA AR LUPO

    aspettavi l'atto finale come na liberazione
    t'hanno subito accontentato co du colpi
    uno alla parola nantro alla ragione
    ma no pe reprimete
    ne tanto meno pe accontentatte
    ma solo e soltanto pe eliminatte.
    certo me dispiace ditte che
    mentre ammanettato e sanguinante
    sdraiato in ambulanza cercavi dio che era in vacanza
    quarquno tirava fori er petto e dentro la panza
    odore de medaje odore de infamie,
    e poi se sa er popolo è pecorone
    salta sempre sur caro der vincitore
    MO BASTA TE SALUTO MASSIMO RISPETTO FRATELLO LUPO !

    NOI....OLTRE.....

    Lo sai tu che vor dì romanità?
    E’ d’esse nato dentro stà città,
    è de sapè soride e poi scherzà.
    Pure si a jella nun te vò lassà!

    Romanità te cresce dentro ar core,
    e tu hai da curalla come a ‘nfiore,
    portannno in giro ar monno con ardore,
    nà città cor nome dell’amore!

    Questo pe me vor dì romanità,
    no solo ‘nmodo de parlà,
    ma ‘nmodo d’esse, co gran civiltà
    der posto più splendente che ce stà!

    Romanità, questa sarà la mia romanità!
    Si ‘ngiorno poi me ne dovessi annà,
    farei tanta fatica pe campà,
    come si mancasse l’aria pe respirà!

    Romanità significa che noi,
    ‘ndo Romolo tracciò er solco coi boi,
    avemo ricreato nà leggenda,
    pei popoli avversari ‘npò tremenda!

    Romanità, che bella stà città,
    pe me a più bella che ce stà,
    si ‘ngiorno tu la vieni a visità,
    poi farai de tutto pe potè tornà!

    Romanità, m’hai fatto grosso er core,
    ce porto dentro n’infinito amore,
    lo porterò co me n’eternità,
    come la storia de stà gran CITTA’!!!

    April 01

    NON DIMENTICHIAMOLI.....

    28 aprile 1963 - Giuseppe Plaitano, 48enne tifoso della Salernitana, è il primo morto da stadio in seguito a scontri tra polizia e tifosi. Allo stadio Vestuti si disputa un incontro decisivo ai fini della promozione in serie B tra la Salernitana e il Potenza. Per un rigore non dato ai granata, i tifosi invadono il campo. La guerriglia coinvolge le due tifoserie e la polizia.
    Un poliziotto spara in aria: per una tragica fatalità il colpo raggiunge la tribuna, dove è seduto Plaitano. Il caso verrà archiviato.

    2 dicembre 1973 - In occasione di Roma-Napoli, un giovane tifoso azzurro, Alfredo Della Corte, viene ferito da un colpo di pistola alla faccia.

    28 ottobre 1979 -Vincenzo Paparelli, tifoso laziale, quando manca un’ora all’inizio del derby Roma-Lazio, viene colpito a un occhio da un razzo sparato dalla Curva Sud, tradizionale sede dei sostenitori romanisti. Il razzo, sparato da un ragazzo di appena 18 anni, attraversa tutto lo stadio e finisce la sua tragica corsa sul volto del povero Paparelli, causandogli lesioni gravissime. Per l’uomo, trasportato immediatamente in ospedale, non c’è nulla da fare.

    28 Marzo 1982 ANDREA VITONE, 14 anni tifoso della Roma, muore su un vagone ferroviario bruciato dai tifosi della Roma, sconfitta dal Bologna.

    8 febbraio 1984 - Triestina-Udinese, partita di coppa Italia. Alla fine del match scoppiano gravi incidenti che obbligano le forze dell’ordine ad intervenire. Nel corso degli scontri il tifoso triestino Stefano Furlan muore in seguito a delle gravi lesioni cerebrali, causate molto probabilmente dalle percosse infertegli dalla polizia. Da allora la curva dei tifosi triestini è intitolata proprio a Stefano Furlan.

    30 settembre 1984 - Al termine della partita Milan-Cremonese, Marco Fonghessi, un giovane tifoso rossonero, viene accoltellato a morte da un altro tifoso milanista. Assurda la dinamica dell’episodio: la targa della sua auto attira l’attenzione di un gruppo di tifosi meneghini, che circondano la vettura e con un coltello tagliano le gomme. Fonghessi reagisce e viene raggiunto da una coltellata, sferrata da un giovane di appena 18 anni. Trasportato in ospedale muore dopo poche ore.

    13 aprile 1986 PAOLO CAROLI, tifoso romanista. Rientrando in treno da Pisa, tifosi della Roma appiccano il fuoco in uno scompartimento, muore tra le fiamme, 17 anni.

    7 dicembre 1986 Muore accoltellato un tifoso della Sambenedettese, GIUSEPPE TOMASETTI di 21 anni dopo la partita Ascoli-Sambenedettese

    9 ottobre 1988 - Allo stadio Del Duca di Ascoli, al termine della partita con l’Inter, Nazzareno Filippini, tifoso bianconero di 32 anni, resta gravemente ferito nel corso di una violenta rissa scoppiata tra le opposte tifoserie. Vengono arrestati quattro esponenti della curva nerazzurra.

    Gennaio 1989 Il 15enne tifoso della Cremonese DAVIDE FORNAROLI entro' in coma colpito da un oggetto contundente/bastonata in viso dai bresciani che caricarono il treno che trasportava i tifosi della Cremonese

    4 giugno 1989 - Prima di Milan-Roma muore Antonio De Falchi, tifoso giallorosso di 18 anni. De Falchi raggiunge lo stadio con tre amici; una ventina di ultras milanesi tentano di aggredirli e durante la fuga De Falchi viene stroncato da un arresto cardiaco. Dei tre tifosi milanisti processati, solo uno venne arrestato e poi condannato a 7 anni di reclusione.

    18 giugno 1989 - Penultima giornata di campionato tra Fiorentina e Bologna, altra tragedia. Il treno coi tifosi emiliani diretti in Toscana subisce un agguato da parte degli ultras fiorentini. Alla fitta sassaiola segue il lancio di una bottiglia molotov che esplode all’interno di un vagone e provoca il ferimento di due tifosi toscani, uno dei quali è Ivan Dall’Oglio, appena quattordicenne. Non ci scappa il morto, ma Dall’Oglio rimane irrimediabilmente sfigurato al volto.

    10 Gennaio 1993 CELESTINO COLOMBI, tifoso bergamasco, muore in seguito a una carica della polizia nei paraggi dello stadio, diretta a disperdere un gruppo di ultrà che voleva aggredire i tifosi della Roma. La reazione degli agenti, giudicata unanimemente spropositata, mobilita la protesta di tutti i gruppi ultrà italiani.

    30 gennaio 1994 -Salvatore Moschella, 22 anni, muore gettandosi dal treno su cui viaggia dopo essere stato aggredito con alcuni tifosi del Messina di ritorno dalla trasferta di Ragusa. I siciliani prima lo picchiano e poi continuano a infastidirlo. Moschella, nel cercare una via di fuga, si getta dal finestrino, mentre il treno rallenta in prossimità della stazione di Acireale. Cinque le persone arrestate, delle quali due minorenni.

    29 gennaio 1995 - Prima della partita Genoa-Milan viene accoltellato a morte un giovane tifoso rossoblù, Vincenzo Spagnolo. L’omicida è un ragazzo di appena 18 anni, Simone Barbaglia, che all’epoca frequentava solo da qualche mese la curva del Milan. Sarà condannato a 15 anni di carcere.


    1997 A Salerno, ROBERTO BANIi, 28 anni, batte la testa durante una lite scoppiata durante Salernitana–Brescia e muore, tifoso del Brescia.

    1 febbraio 1998 - Nel dopopartita di Treviso-Cagliari muore il tifoso veneto Fabio Di Maio, 32 anni, per un arresto cardiaco in seguito all’intervento della polizia per sedare un accenno di rissa tra le opposte tifoserie. Allo stesso Di Maio è stata poi intitolata la curva degli ultras trevigiani.

    1999 MAURIZIO ALBERTI, tifoso del Pisa, muore dopo un malore accusato sugli spalti dello stadio Picco di La Spezia. A lui è intitolata la curva nord del Pisa.

    24 maggio 1999 - La mattina dopo la partita tra il Piacenza e la Salernitana, sfida decisiva per la permanenza in serie A, il treno speciale che riporta a casa gli oltre 3 mila tifosi campani, proprio in prossimità della stazione di Salerno, prende fuoco in una galleria. Nel rogo, appiccato dagli stessi tifosi, perdono la vita quattro giovani supporter granata.

    17 giugno 2001 - A Messina si disputa l’acceso derby con il Catania, decisivo per la promozione in serie B. Tra le due tifoserie prima della partita si verifica un reciproco lancio di oggetti. Dal settore degli ospiti viene lanciata una bomba-carta che esplode in mezzo ai tifosi della Curva Nord e ferisce Antonino Currò, 24 anni, il quale finisce in coma e dopo pochi giorni muore. A seguito delle indagini viene arrestato un tifoso minorenne di Catania.


    11 Febbraio 2001 ALESSANDRO SPOLETINI 32 anni, tifoso Romanista nella trasferta di Bologna ridotto in coma dalla celere, che nega l'accaduto e dice che il tifoso sia caduto dalle scale

    20 settembre 2003 - Finisce in tragedia il derby Avellino-Napoli. Muore Sergio Ercolano, ventenne tifoso partenopeo, precipitato nel vuoto durante gli scontri tra tifosi e polizia.

    27 gennaio 2007 -Ermanno Licursi, un dirigente della Sammartinese (terza categoria), muore a Luzzi, nel cosentino, a seguito dei colpi ricevuti mentre cerca di sedare una rissa in campo nella partita con la Cancellese. Il dirigente si accascia rientrando negli spogliatoi


    3 Dicembre 2006 GIANLUCA CHIAGAS tifoso napoletano nella trasferta di Pescara entra in coma a causa di un lacrimogeno sparatogli in testa dalla celere, che nega l'accaduto.
    --------------------------------------------------- ---------------------------------------------------

    ROMA, 28 OTTOBRE 1979:

    VINCENZO PAPARELLI

    Il 28 ottobre 1979, allo Stadio Olimpico, è in programma il derby Roma-Lazio. L’Italia sta vivendo gli ultimi anni di quel ribellismo socio-politico giovanile che da un decennio la stava percorrendo e che è ormai alla vigilia di quello che poi verrà definito “riflusso”.

    Viceversa, sta assumendo le dimensioni di massa un nuovo fenomeno di aggregazione – il tifo organizzato “ultrà” - che, neppure troppo metaforicamente, segna il passaggio di testimone dell’impegno e dell’interesse del mondo giovanile e che, nel ben o nel male, sarà protagonista per i decenni successivi.

    A Roma, nello specifico, hanno visto la luce da alcuni mesi gli Eagles Supporters Lazio (ES) ed il Commando Ultrà Curva Sud Roma (CUCS), due gruppi che, per dimensioni e qualità, lasceranno decisamente il segno nel panorama ultrà della città e dell’intera nazione. Salvo poi essere defenestrati (gli ES agli inizi degli Anni Novanta, il CUCS un decennio più tardi) dalla successiva “generazione ultrà”, per ragioni molto simili.



    Il sommarsi dell’antagonismo politico ad una rivalità calcistica già molto sentita rappresenta una miscela esplosiva per il derby romano, in virtù appunto di un diffuso stereotipo (in quegli anni ancora piuttosto verosimile) che tendeva a spaccare la gioventù capitolina tra “laziali-camerati” e “romanisti-compagni”; un luogo comune a sua volta figlio di una sommaria analisi sociale che raccontava di una città divisa in ceti e quartieri borghesi (feudi biancocelesti) ed in ceti e quartieri popolari (roccaforti giallorosse).

    La partita del 28 ottobre è dunque ad elevato rischio incidenti come accadeva da qualche anno, l’odio tra le due fazione trasuda in un rincorrersi di scritte inequivocabili sui muri della città e sugli argini del lungo Tevere, può concretizzarsi solo nei due derbies stagionali: le Forze dell’ordine sono presenti in quantità a presidiare l’Olimpico, con la fatica di chi (i Carabinieri) deve muoversi agile con una pesante palandrana addosso, eppure il dramma assume forme impreviste e, forse, imprevedibili; sicuramente diverse dai violenti incidenti che, lo stesso giorno, si registrarono al derby di Milano e a Brescia-Como.

    Poco prima delle 13.30, quando manca più di un’ora all’inizio della partita, dalla Curva Sud parte un razzo che attraversa tutto lo stadio e colpisce Vincenzo Paparelli, un tranquillo tifoso laziale qualunque, seduto nella curva opposta. Per l’uomo, trasportato subito in ospedale, non ci fu nulla da fare: il razzo, dopo un volo di oltre 200 metri, lo aveva centrato in pieno volto causandolesioni gravissime.

    Allo stadio intanto si vivono momenti di tensione: i tifosi laziali si abbandonano ad atti di violenza e vandalismo, finalizzati alla vendetta ma soprattutto a non fare disputare l’incontro. La partita viene invece fatta disputare, secondo il capitano della Lazio Wilson anche per evitare ulteriori incidenti, ma è una farsa che si disputa in un clima di paura: la Nord spoglia e devastata, un pallone finito sugli spalti torna in campo squarciato da un coltello, qualcuno assicura persino di avere udito dei colpi di arma da fuoco…

    Vincenzo Paparelli è stata dunque la prima vittima del teppismo calcistico in Italia e l’episodio, giustamente, provocò grande attenzione e preoccupazione. Tutti si chiesero il perché di una morte così assurda e, più in generale, i motivi dell’escalation della violenza negli stadi.

    Per la cronaca il responsabile del lancio del razzo omicida fu presto individuato ma rimase per lungo tempo latitante: si trattava di Giovanni Fiorillo, un ragazzo di soli 18 anni, più noto nell’ambiente curvaiolo con l’appellativo di “Tzigano”. Si saprà anni dopo che per qualche tempo trovò rifugio nelle valli bergamasche, “coperto” da amici atalantini, che a quel tempo tra le due tifoserie esisteva un forte gemellaggio.

    La morte di Paparelli occupò le prime pagine di quotidiani generalisti e sportivi ed i titoli dei TG RAI: ovunque prevalse l’allarmismo, la condanna e tanta, ma proprio tanta, retorica pseudomoralista.

    TESTO TRATTO DA "NOBILTA' ULTRAS":

    28 ottobre 1979, Roma-Lazio, una stracittadina che nelle ultime occasioni aveva già fatto registrare allarmanti segnali di alta tensione tra gli opposti schieramenti. [...] Le opposte fazioni si scontrano passando per la tribuna Tevere, con le forze dell'ordine a rinforzare i punti più caldi, e quando tutto sembra tornare alla calma... arriva il dramma!
    Dalla Sud una scia nera sibillante parte nei pressi dello striscione "Club Somalia" verso la Curva Nord, ma la traiettoria cambiata dal vento fa slittare il mortaio sopra il tabellone. Poi un altro "fischio". Parabola diversa. Va fuori lo stesso. Infine un terzo, sempre un razzo antigrandine. Questa volta con traiettoria tesa, senza parabola. Fa un percorso di 150/160 metri nell'aria... "Ho visto arrivare il razzo dalla Sud con la scia nera, lunghissima, filava veloce, credevo che andasse in alto come gli altri, ma all'improvviso è arrivato verso di noi. Istintivamente mi sono scanzato e in quell'istante m'è arrivato del sangue in faccia", racconta rabbrividito un testimone dell'atroce domenica, quando un razzo va ad infilarsi proprio nella testa di un tifoso della Curva Nord. "Quell'uomo aveva un panino tra le mani e lo stava mangiando; poi la moglie ha cominciato a urlare, e lui, rosso di sangue, cominciò a rotolarsi mentre tutti scappavano". I primi a soccorrerlo sono dei medici: "Quel razzo era entrato nell'occhio sinistro dell'uomo. Metà razzo gli fu tolto da un ragazzone. Pensate che dalla testa continuava ad uscirgli il fumo, una scena orribile". Sulle verdi panchine ora macchiate di rosso sangue s'odono per un attimo solo le strazianti grida di una donna sconvolta: "No, non morire, non puoi morire, abbiamo due figli!", è la moglie dell'uomo. "Corsi subito nella parte alta della curva dove la gente s'agitava freneticamente, andai verso quell'uomo, vidi il razzo nel suo occhio e lo tolsi nella speranza di salvarlo: s'era conficcato proprio dentro la testa. Non dimenticherò mai di che colore diventò la mia camicetta. Uno spettacolo assurdo, straziante... non si può morire così!" Arriva l'urlo lacerante di una sirena. La corsa al Santo Spirito. Un inutile battaglia contro il tempo, per un responso scritto sul registro dell'ospedale: quell'uomo arrivato dallo stadio è registrato con il numero 6220, l'atto di una fredda fase burocratica che gli sancisce la morte dinnanzi alla legge. Sono le 13.45 quando la prima fila della gradinata Nord, sopra l'ingresso 57 nell'angolo accanto al passaggio, viene piantonata da 4 carabinieri con elmetto e fucile intenti a proteggere gli addetti che effettuano i rilevamenti sul luogo ove la morte s'è fermata. Quell'uomo si chiamava VINCENZO PAPARELLI, 33 anni, di professione meccanico, abitante a Mazzalupo, vicino Casalotti. Era venuto allo stadio in compagnia della moglie Wanda, ma un razzo per imbarcazioni, gli stronca la vita[...]. Le reti di Zucchini e Pruzzo passano inosservate, anche se la Sud continua ostinata nei suoi "ROMA, ROMA", mentre la Nord si accanisce persino su un pallone che erroneamente arriva in curva, rigettato in campo squarciato dalla lama di un coltello. Al fischio finale le violenze si riversano per le vie della città[...]. "Ad incitare chi sparò addosso a Paparelli -scrisse il "Il Corriere dello Sport" riportando le testimonianze dei tifosi presenti in Sud- furono in molti. A pochi metri c'era anche un servizio d'ordine con tanto di fascette di riconoscimento legate al braccio, ma nessuno disse niente, anzi tutti l'applaudirono, e tutti hanno visto quel razzo finire tra la gente della Nord. Qualcuno urlava ai Laziali "MORIRETE", invece altri alzavano bare di cartone, poi quando si seppe che una persona era morta, tutti gridarono a quel ragazzo "ASSASSINO, ASSASSINO" e lui è scappato piangendo".

    NEL 28 OTTOBRE 2002 GRAZIE AD UNA RACCOLTA DI FIRME PROPOSTA DAL GRUPPO IRRUDICIBILI, NELLO STADIO OLIMPICO DI ROMA, IN CURVA NORD VIENE ESPOSTA LA TARGA IN MEMORIA DI VINCENZO PAPARELLI.
    --------------------------------------------------- ------------------------------

    ANTONIO DE FALCHI


    TRATTO DAL SITO
    www.asromaultras.it

    Il 4 giugno 1989 ANTONIO DE FALCHI, non ancora diciannovenne, arriva alle 8:30 di mattina alla Stazione Centrale di Milano assieme ad altri tre amici.
    I quattro decidono di raggiungere San Siro per conto proprio, staccandosi dal gruppetto dei quaranta con cui avevano condiviso il viaggio.
    Comprato il biglietto i quattro si avviano verso il cancello 16, con le sciarpe giallorosse nascoste sotto al giubbotto. Sono le 11:35 (la partita sarebbe iniziata alle 16:00).
    Improvvisamente compare una persona. "Avete una sigaretta?" gli chiede. E poi: "sapete che ore sono?". L'accento romano tradisce Antonio e i suoi amici: un cenno e da dietro una struttura di cemento (c'erano i lavori per Italia 90), sbucano una TRENTINA (!!) di persone. I quattro scappano. Antonio non ce la fa, inciampa (forse per per uno sgambetto) e cade a terra.
    Lo massacrano a calci a pugni.
    Dopo una trentina di secondi gli aggressori si mettono in fuga per l'arrivo della polizia.
    Antonio prova a rialzarsi, è cianotico e respira a fatica; cade nuovamente a terra. Uno degli agenti cerca di rianimarlo con la respirazione bocca a bocca e con il massaggio cardiaco. Inutile. Viene immediatamente caricato sull'ambulanza ma arriva all'Ospedale San Carlo già morto.
    Intanto la polizia ferma, nei pressi del cancello 16 tre persone. Si tratta di Daniele F. (29 anni), uno dei capi del "gruppo brasato" e tesserato con pass del "Servizio d'ordine" del Milan, di Luca B. (20 anni) e Antonio L. (21 anni).
    Il funerale (a spese della Roma) viene celebrato il 7 giugno 1989 nella Chiesa di San Giovanni Leonardi a Torre Maura davanti a oltre diecimila persone commosse. Sono presenti Dino Viola (che alla fine della cerimonia abbraccia commosso la madre di Antonio), Peruzzi, Nela (che parla commosso con un fratello di Antonio), Giannini e l'intera Squadra dei Giovanissimi della Roma.

    Il 7 giugno 1989 l'autopsia sul corpo di Antonio stabilisce che la causa del decesso è avvenuta per infarto.
    Il 13 luglio 1989 il tribunale di Milano stabilisce il verdetto.
    Luca B. viene condannato a sette anni di reclusione con relativa libertà provvisoria.
    Daniele F. e Antonio L. sono assolti per insufficienza di prove.

    --------------------------------------------------- ------------------------------

    STEFANO FURLAN

    Mercoledì' 8 Febbraio 1984, al termine di Triestina-Udinese di coppa Italia , STEFANO FURLAN, 20 anni tifoso della Triestina, viene colpito al capo da diverse manganellate e finisce in questura. Dopo degli accertamenti viene rilasciato, subito dopo inizia ad avvertire i primi dolori alla testa. Il mattino seguente Stefano sta molto male e viene portato in ospedale dove perde i sensi nella sala del pronto soccorso. ENTRA IN COMA PROFONDO E DOPO 21 GIORNI DI AGONIA GIOVEDI' 1 MARZO MUORE. Nel novembre 1985 la corte d'assise condanna ad un anno di reclusione con i benefici della legge l'agente che colpì Stefano. Nell'Ottobre 1992 la curva del nuovo stadio "NEREO ROCCO" viene dedicata a lui.

    Preso dal sito degli UTS.
    --------------------------------------------------- ------------------------------

    ALESSANDRO SPOLETINI (TRATTO DA http://www.asromaultras.it)

    DOMENICA 11 FEBBRAIO 2001:
    IL GIORNO DELLA PARTITA
    La Polizia decide di scortare a 60 Km. orari tutti i pullman in partenza da Roma per farli arrivare simultaneamente a Bologna, in modo da impedire che i tifosi scorrazzino in giro per la città e nei dintorni dello stadio.
    Le disposizioni sono di controlli minuziosi agli ingressi. Per attuare ciò, viene aperto un solo cancelletto di 70 centimetri dal quale può passare una sola persona alla volta. Altri due cancelli rimangono chiusi. All'arrivo dei tifosi della Roma si crea una calca incredibile fuori dal cancelletto aperto, tanto che la Celere rimasta fuori per farsi largo deve aprirsi la strada a manganellate, come il mietitore in un campo di spighe. Nel frattempo, nell'antistadio, alcuni tifosi sostano sulle scalinate, in attesa di propri amici e conoscenti. La Polizia, mentre inizia dal pubblico ammassato fuori dal cancelletto un lancio di oggetti, decide di sgomberare le scalinate ed effettua una carica contro i tifosi che si trovavano sulle scale, colpevoli solo di essersi trovati lì in quel momento. Alessandro Spoletini è lì, con il biglietto che verrà poi trovato in tasca, e al poliziotto con la barbetta e con gli occhi invasati (come riferito da più testimoni) che colpisce tutti a manganellate fa solo in tempo a dire "ma che stai facendo?", dopodiché cade per le scale battendo la testa contro uno scalino. La Polizia dice che è caduto da solo, diversi testimoni dicono invece che è stato spinto dal poliziotto.
    Subito dopo il poliziotto con la barbetta viene portato fuori dallo stadio da alcuni suoi colleghi, che temevano la reazione dei tifosi. In realtà questi ultimi si sono preoccupati di soccorrere il povero Alessandro che non dava segni di vita, praticandogli la respirazione bocca a bocca ed un massaggio cardiaco. Nel frattempo i tifosi gridavano ai poliziotti, che non intervenivano, di fare qualcosa. Una poliziotta in borghese e con la radiolina ripeteva con calma quasi strafottente che "Abbiamo chiamato i soccorsi, non vi dovete preoccupare". Solo un poliziotto osava avvicinarsi al ragazzo, mentre l'aiuto - come detto - veniva fornito dai tifosi. Solo diverso tempo dopo arrivavano i barellieri ai quali, essendo gli stessi rimasti totalmente inebetiti davanti alla scena, veniva strappata la barella dalle mani. Solo allora Alessandro veniva portato in infermeria.
    --------------------------------------------------- -----------------------------
    29 gennaio 1995 VINCENZO SPAGNOLO

    TRATTO DA
    http://www.tesionline.it/

    Allo stadio Luigi Ferraris di Genova è in programma Genoa-Milan, partita valevole per il campionato di calcio italiano. Prima dell'inizio ci sono stati degli scontri tra i tifosi delle due squadre. Si parla di alcuni feriti e addirittura di tre morti, ma non ci sono voci ufficiali. Quando la radio diffonde ufficialmente la notizia che un tifoso genoano, Vincenzo Spagnolo, accoltellato prima della partita, è deceduto all'ospedale, alcuni spettatori abbandonano lo stadio in segno di protesta, altri cominciano una contestazione verbale nei confronti dei giocatori e dell'arbitro che sembrano decisi a voler portare a termine la gara. In particolare dalla curva Nord, dove sono soliti riunirsi i tifosi ultras del Genoa, parte un fitto lancio di oggetti verso il campo con il chiaro intento di far sospendere l'incontro.
    Dopo 38 minuti dall'inizio del primo tempo, consultati i due capitani delle squadre, l'arbitro decide di interrompere la partita. A questo punto gli ultras genoani, che hanno già ritirato gli striscioni dalla curva in segno di lutto, escono dallo stadio e nel tentativo di "farsi giustizia da soli", si riuniscono sotto il settore ospiti, dando inizio ad una violenta battaglia contro le forze dell'ordine.
    L'assedio va avanti per parecchie ore; solo alle 23, infatti, riportata la calma intorno allo stadio, i tifosi del Milan vengono fatti uscire. Anziché essere accompagnati alla stazione e ritornare a Milano con il treno speciale con cui sono arrivati, per paura di ulteriori incidenti, vengono fatti salire sugli autobus del trasporto pubblico di Genova e, via autostrada, condotti con questi fino a Milano dove giungeranno verso le cinque del mattino.
    Il mondo sportivo italiano registra uno tra gli eventi più drammatici dei suoi 100 anni di vita. Il bilancio è pesante: otto ore di violenti scontri, diversi feriti tra i tifosi e le forze dell'ordine e un morto.
    --------------------------------------------------- ------------------------------

    ANTONIO CURRO (TRATTO DA http://fcmessinaclub.giovani.it/)

    17 giugno 2001 - Stadio Celeste: Durante la finale playoff C1 Messina-Catania, valida per la promozione in Serie B, una bomba-carta lanciata dai tifosi catanesi verso la curva Nord uccise Antonino Currò, un giovane ultras dei Testi Fracidi, in seguito ad una lenta agonia.
    La ferita è ancora aperta a Messina, nessuno di noi può dimenticare un ragazzo la cui vita è stata strappata così, in un attimo, per un gesto folle... un ragazzo che aveva la sola colpa di amare troppo la propria squadra... e ogni domenica la Curva si stringe nel suo ricordo...
    Il tempo non attenua il rimpianto, nè il disdegno per come la vicenda sia stata presto gettata nel dimenticatoio: il/gli responsabile/i dell'accaduto non è mai stato identificato, e il giudice per le indagini preliminari ha archiviato il procedimento penale contro ignoti...
    Non ci sarà mai nessun colpevole per la morte di Tonino, anzi... ne resteranno troppi...
    Ma io spero davvero che un giorno i catanesi assassini possano finalmente pagare per le loro colpe... perchè la morte di questo ragazzo non può restare soltanto una notizia di cronaca nera...

    --------------------------------------------------- ------------------------------

    GIUSEPPE PLAITANO

    Aprile 1963 Giuseppe Plaitano, 48enne tifoso della Salernitana, è il primo morto da stadio in seguito ai sanguinosi scontri tra la polizia e i tifosi. E' il 28 aprile del '63 e allo stadio Vestuti (l'impianto che precedette l'attuale Arechi), si disputa un incontro decisivo ai fini della promozione in serie B tra la Salernitana e il Potenza. In vantaggio gli ospiti, al minuto 42, ma il gol è viziato da un evidente fuorigioco. Nella ripresa i padroni di casa provano in tutti i modi a pervenire al pareggio. Quando manca una manciata di minuti alla fine un attaccante granata viene atterrato in piena area di rigore potentina. Sembra rigore, ma l'arbitro Gandiolo di Alessandria lascia proseguire. Il pubblico del Vestuti si rivolta: vengono divelte le reti di protezione del settore distinti e comincia l'invasione di campo dei tifosi di casa. Ha inizio la guerriglia che coinvolge le due tifoserie e la polizia. La polizia per sedare un'invasione di campo sparò colpi di pistola. Uno di questi colpì Giuseppe Plaitano, seduto in tribuna. Uno dei principali gruppi ultrà granata è dedicato a lui. Lascia una moglie e quattro figli.

    --------------------------------------------------- ------------------------------

    MARCO FONGHESSI

    Ottobre 1984 Dramma fuori dallo stadio San Siro di Milano. Al termine della partita Milan-Cremonese un giovane tifoso rossonero viene accoltellato a morte da un altro tifoso del Diavolo. Assurda la dinamica dell'episodio: Marco Fonghessi, questo il nome dello sfortunato ragazzo, da Cremona si reca a Milano insieme a un gruppo di amici per assistere alla partita del Milan. La targa della loro auto attira l'attenzione di un gruppo di tifosi meneghini, che circondano la vettura e con un coltello tagliano le gomme della stessa. Fonghessi reagisce e viene raggiunto da una coltellata, sferrata da un giovane di appena 18 anni. Trasportato in ospedale muore dopo poche ore. Le reazioni dell'opinione pubblica? Di condanna, anche se il mondo del calcio, nella persona del Presidente del CONI Carraio commenta così: «E' un fatto che ci addolora e allarma, ma è accaduto fuori dallo stadio».



    --------------------------------------------------- ------------------------------

    NAZZARENO FILIPPINI

    Campionato 1988-89 Stagione tristissima per il calcio italiano, alla luce di tre tragedie. La prima, in ottobre, allo stadio Del Duca di Ascoli, al termine della partita tra i bianconeri e l'Inter. Nazzareno Filippini, tifoso bianconero di 32 anni, resta gravemente ferito nel corso di una violenta rissa scoppiata tra le opposte fazioni. Vennero arrestati quattro esponenti della curva nerazzurra.
    --------------------------------------------------- ------------------------------

    FABIO DI MAIO

    1 febbraio 1998 tifoso trevigiano, cardiopatico morto durante una carica delle forze dell'ordine nel dopopartita di Treviso-Cagliari. I tifosi trevigiani caricarono i cagliaritani arrivando al contatto fisico, poi intervenne la polizia per disperdere i trevigiani, tra questi c'era Di Maio, forse colpito con il calcio del fucile, il cui cuore non resse; a nulla servirono i soccorsi, peraltro tardivi.



    --------------------------------------------------- ------------------------------

    GIANLUCA CHIAGAS

    Manca un’ora all’ingresso delle squadre in campo quando parte l’assalto ai cancelli della curva sud di 700 tifosi napoletani. Si trovano davanti un cordone di poliziotti, carabinieri e finanzieri che gli sbarra il passo.
    Lo scontro è violento. Le forze dell’ordine rispondono con lacrimogeni, uno dei quali finisce anche dentro lo stadio, ma alla fine devono cedere all’urto degli ultrà.
    A farne le spese e’ Gianluca Chiagas, colpito in piena faccia da un lacrimogeno lanciato ad altezza uomo ed a distanza ravicinatissima da un solerte poliziotto, all’interno dello stadio.
    Sono i suoi stessi compagni a richiamare l’attenzione degli operatori di Misericordia e 118. L’ultrà di 25 anni, ha una vistosa ferita alla testa, viene trasportato d’urgenza in ospedale di Pescara, dove i medici gli riscontrano la frattura dell’osso temporale, con emorrargia cerebrale. Il giovane è sottoposto d’urgenza ad un delicato intervento chirurgico e nella tarda serata viene ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione, in coma farmacologico.

    (questo è quanto dicono, in tutta sincerità io ne so un altra di ricostruzione dei fatti... non so se sia più vera, ma so che mi è stata raccontata direttamente da un ultras del napoli...)
    --------------------------------------------------- ------------------------------
    ROBERTO BANI

    Tifoso del Brescia, rimane gravemente ferito al capo, a seguito di una caduta accidentale nel fossato, durante una lite con altri due tifosi del Brescia avvenuta allo stadio "ARECHI" nell'intervallo tra il primo e il secondo tempo, della gara SALERNITANA-BRESCIA. Trasportato all'ospedale SAN LEONARDO DI SALERNO, viene sottoposto da un delicato intervento chirurgico, morirà dopo poche ore.

    --------------------------------------------------- ------------------------------

    Salvatore Moschella

    30 gennaio 1994 In viaggio verso Bologna, muore dopo essersi gettato dal treno Catania-Messina, per sfuggire alla violenza di cinque ultras messinesi. 22 anni.



    PER TUTTI LORO IL CAMPIONATO NON è MAI STATO FERMATO !!

    2 febbraio 2007 - Muore l’ispettore capo della polizia Filippo Raciti. Viene fermato il campionato e all'inizio la colpa ricade sugli ultras, vengono varati nuovi decreti legge antiviolenza, e gli ultras accusati come sempre di essere il male del calcio, in seguito si scopre che ad uccidere l'ispettore non furono gli ultras, ma i suoi stessi colleghi, con il defender...

    11 novembre 2007 - Nell’area di servizio Badia al Pino, vicino Arezzo, sull’autostrada A1, si incontrano, per puro caso, alcuni tifosi della Lazio e della Juventus. Una pattuglia della polizia stradale dal lato opposto dell'autogrill, non si sa come vede l'accaduto e pensa bene di sparare... All'inizio, verrà dichiarato che il proiettile è stato sparato in aria, (e già! perchè i proiettili voi non lo sapete ma sono calamitizzati, e se li spari in aria tornano giù per via orizzontale ad altezza uomo)...
    Quel proiettile colpisce al collo Gabriele Sandri, 26 anni, tifoso laziale, portandolo alla morte...
    Per lui non viene assolutamente fermato il campionato, e ciò scatena la reazione degli ultras di tutta italia, diversi scontri si verificano in tutta italia, Bergamo, Milano, Taranto, Roma.
    In seguito gli ultras verranno accusati di terrorismo, cose da pazzi, terrorismo, manco fossero Osama bin Laden, in seguito capiranno che l'accusa non è sostenibile e l'aggravante terrorismo, cadrà, ma intanto diverse persone passano qualche giorno della loro vita nella galera... Che bel paese è l'italia...
    Viene fatto credere che si fermerà il campionato per una giornata, ma in realtà in quella giornata il campionato di serie A è già bello che fermo, perchè gioca la nazionale.
    Comunque tornando a quella giornata, dopo poche ore, un testimone dichiara di aver visto il poliziotto fermarsi mirare, e sparare con il braccio teso, nei giorni seguenti vengono fatti indagini su indagini, del poliziotto che ha sparato e ucciso Gabriele non si è mai vista una foto, e al momento in cui scrivo è beatamente nella sua abitazione, come potrete leggere dall'articolo che seguirà ...

    http://archivio.gazzetta.it/archiveDocumentServlet- .jsp?url=/documenti_gazzetta/archivio/gazzetta/200- 8/01/ga_10_080126047.xml


    (26 gennaio, 2008) Gazzetta dello Sport
    L' INCHIESTA SULL' OMICIDIO
    Caso Sandri: spunta una «deviazione» a favore del poliziotto Sul proiettile tracce da identificare Ma la famiglia di Gabriele accusa l' agente: «Ha mirato per sparargli»

    MAURIZIO GALDI

    Sono passati poco più di due mesi dalla morte di Gabriele Sandri a Badia al Pino. L' inchiesta procede e secondo quelle che erano le previsioni i periti nominati dal Procuratore dovrebbero consegnare tra pochi giorni le relazioni. Gli accertamenti disposti dal magistrato erano stati affidati a Domenico Compagnini dell' Università di Catania, che eseguirà la perizia balistica, e a Paolo Russo di Ferrara, che seguirà la perizia topografica. L' attesa è grande: da una parte ci sono i genitori del ragazzo che invocano tempi rapidi e giustizia, dall' altro il poliziotto, Luigi Spaccarotella, accusato di omicidio volontario. L' agente è a casa. Ufficialmente «non idoneo» al servizio. Di fatto in malattia. LE NOVITÀ Non c' è ancora nessuna ufficialità, ma da ambienti giudiziari di Arezzo trapela che potrebbero esserci novità: sarebbero state trovate tracce sul proiettile «compatibili» con una deviazione. Questo sarebbe una conferma di quanto ha sempre dichiarato il poliziotto: «Il colpo mi è partito accidentalmente mentre correvo». Di contro ci sono le deposizioni di due testimoni che hanno dichiarato di aver visto Spaccarotella con il braccio teso. Michele Monaco, avvocato dei Sandri, non ha dubbi: «Novità al momento non ce ne sono, le perizie ci saranno ai primi di febbraio, ma restano le testimonianze che dicono che Spaccarotella aveva il braccio teso per sparare». Gianpiero Renzo, legale del poliziotto, è cauto: «Mancano tante cose alle perizie. Il nostro perito non è mai stato contattato. Presumo che i periti presentino un' istanza di proroga per completare il loro lavoro». Intanto erano state previste una ventina di sopralluoghi, ma al momento ne sono stati eseguiti solo tre. Il Cnr ha esaminato un pezzo di rete metallica che divide le carreggiate dell' autostrada. Ma ha anche esaminato il proiettile che ha ucciso Sandri.

    Galdi Maurizio

    Tutto ciò da sempre di più l'idea, che tutto possa passare impunito.
    Un folle in divisa, si permette di sparare a 60mt se no più di distanza, da un atogrill all'alltro, rischiando di fare una strage, se per caso passava qualcuno in quel momento sull'autostrada, e a distanza di 3 mesi, è ancora tranquillo e beato nella sua abitazione, e nessuno conosce il volto di quest'uomo. Se un gesto simile lo aveva fatto un ultras o un cittadino qualunque, a quest'ora il suo volto era finito in prima pagina di tutti i giornali, come se fosse il mostro di firenze, o il peggior serial killer, ed era invece che a casa, in galera, come se fosse già stato condannato di omicidio volontario. E ancora che ci raccontano la favola che la legge è uguale per tutti. Non è affatto così. Quel poliziotto ha commesso un gesto ingiustificabile, e deve essere punito come ogni altro fottuto cittadino italiano !

    Giustizia per Gabriele !!!
    La legge non è uguale per tutti !!


    30 Marzo 2008 Matteo Bagnaresi, supporter del Parma di 27 anni, perde la vita travolto in un'area di servizio tra Alessandria e Asti da un mezzo di tifosi juventini.



    "L'uomo nasce libero e ovunque è in catene" J.J. Rousseau

    ULTRAS LIBERI